La rinascita dei negozi di quartiere

Aggiornato il 21/05/2020 in Covid-19

Il Coronavirus ha sicuramente cambiato le abitudini di consumo di tutti gli Italiani ma anche modificato le abitudini di acquisto.

Abbiamo infatti riscoperto i piccoli negozi sotto casa: negozi di frutta e verdura, alimentari, panetterie, pasticcerie, macellerie, gastronomie, cartolerie, erboristerie, negozi di fiori e piante, lavanderie...

L'indagine di mUp Research commissionata dal portale Facile.it ha evidenziato che oltre 8,6 milioni di italiani hanno riscoperto i negozi di quartiere. I negozi di quartiere sono dunque tornati in auge durante il lockdown e sono stati preferiti rispetto alle grandi catene di supermercati.

Questi negozi ci hanno consentito di evitate le lunghe code presso i supermercati.

In particolare il negozio sotto casa è stato preferito dal 23,6% delle persone che vivono nelle grandi città e dal 24,3% degli italiani con un'età compresa tra i 55 e i 64 anni.

E' anche vero che i commercianti si sono adeguati molto velocemente alle nuove esigenze. In particolare molti hanno attivato la consegna a domicilio o la possibilità di fare la spesa online e poi andare nel negozio a ritirarla.

Durante l'emergenza Coronavirus i negozi sotto casa hanno vissuto una sorta di seconda giovinezza.

Anche Esselunga punta sui negozi di quartiere

Esselunga sta investendo in negozi che puntano al servizio di prossimità nei centri cittadini. Sta aprendo infatti nuove tipologie di negozi con l'insegna "La Esse".

Il primo negozio di quartiere La Esse è stato aperto in Corso Italia a Milano.

Ora Esselunga sta lavorando per inaugurare almeno una decina di punti vendita entro la fine dell’anno. La maggior parte di questi negozi verranno aperti a Milano. In particolare entro pochi mesi verranno aperti negozi "La Esse" in via Arco, in Via Melchiorre Gioia, in zona Magenta e in prossimità di Piazza Piola.

Tutti questi negozi di quartiere hanno l'obiettivo di soddisfare i nuovi bisogni dei clienti nella spesa quotidiana.

I negozi La Esse sono molto più piccoli del classico supermercato Esselunga. C'è il bar per pranzare o prendere da asporto e si possono fare le ordinazioni attraverso un totem digitale.

Una delle novità più rilevanti la possibilità di ritirare in appositi locker la spesa fatta online scegliendo tra oltre 15mila prodotti. Resta comunque la presenza di un supermercato dove si può direttamente fare la spesa ma le casse sono state abolite. Per pagare il cliente inserisce la spesa in un vano apposito e il sistema riconosce in automatico i prodotti e calcola l’importo finale, tagliando i tempi.

101Caffè riparte investendo sul negozio di quartiere

Anche 101Caffè, marchio italiano specializzato nella vendita di caffè e bevande per tutte le macchine da caffè attraverso una rete di 120 negozi in Franchising in Italia e all’estero, sta investendo nei negozi di quartiere.

"L’emergenza in atto sta aprendo interessanti prospettive per i negozi di prossimità, con conseguenza positive in termini maggiore vivibilità e sicurezza dei quartieri, nonché tutela del potenziale commerciale dei centri storici” – afferma Umberto Gonnella, C.E.O. & Founder di 101Caffè.

Anche se il lockdown dovuto al Coronavirus è terminato le persone si sono abituate nuovamente a fare la spesa nel negozio di quartiere proprio come avveniva tempo fa nella bottega sotto casa.

La rinascita del negozio di prossimità

I negozi di prossimità sono tornati ad essere protagonisti, ma non sono terreno esclusivo della distribuzione tradizionale. Ci sono sempre più esempi di superfici di dimensioni ridotte inserite nel tessuto urbano. Ad esempio Pam, Carrefour, Auchan, Esselunga offrono supermercati completi ma con spazi ridotti rispetto ai loro standard e quindi ottimizzati. Inoltre anche marchi come Ikea e Leroy Merlin stanno già puntando su punti vendita in città.

Per competere con queste grandi realtà anche il negozio sotto casa deve offrire un servizio in linea con le attese dei clienti che sono abituati alla vendita multi-canale.

Il negozio di quartiere deve evolvere, mettendo a disposizione piattaforme digitali che offrano la possibilità di fare la spesa con facilità. Ad esempio la possibilità di fare la spesa da casa e farsela consegnare oppure a casa o andare a ritirarla in negozio.